Monastero della Visitazione di Santa Maria:
un tesoro nel cuore di Milano

IL MONASTERO OGGI
Il Ministero della Cultura ha dichiarato il Monastero, luogo di interesse artistico e storico, ridando luce alla ricchezza artistica e storica del luogo.
Il Monastero della Visitazione di Santa Maria è stato un monastero di clausura che , fino al 2017 consentiva l’accesso ai fedeli soltanto alla chiesa. Si trova nel cuore di Milano , sviluppandosi su due piani fuori terra ed un piano interrato che affaccia sul chiostro centrale con un portico sul lato in ingresso
Al piano terra si trovano gli ambienti comuni, tra cui uffici, il refettorio con annessa cucina e la sala del Capitolo. Attraverso un corridoio si accede al coro delle suore collegato tramite una grata all’aula pubblica della chiesa. Il piano superiore è accessibile tramite uno scalone e tre rampe con giardini in pietra di beola e corrimano in legno. Questo piano ospita le celle delle suore, dotate di un piccolo spazio igienico.

La Chiesa del monastero è dedicata alla Beata Vergine della Visitazione e rappresenta uno degli elementi piu’ importanti del complesso. Si accede alla chiesa del complesso monastico tramite un giardino in angolo tra Via Santa Sofia e Via San Calimero.
Sull’angolo del giardino sorge un edificio a tre piani d’aspetto settecentesco ad uso residenziale anticamente dedicato al cappellano, custode e giardiniere.
Varcando l’ingresso di Vi San Calimero 4, tra Via Santa Sofia e Corso Porta Romana, si accede all’Istituto d’Arte e cultura Cimabue, fondato nel 1933. L’edificio si colloca nella parte dell’ex complesso che esalta la tranquillità del luogo e la particolare atmosfera che lo caratterizza. Nel plesso si insegnano pittura, architettura e scultura.

LA STORIA DEL MONASTERO
Il Monastero della Visitazione di Santa Maria a Milano ha una storia lunga e complessa che inizia ben prima dell'insediamento delle suore visitandine. Le prime notizie documentate del complesso risalgono al XIV secolo, quando l'area era occupata da una casa dell'Ordine degli Umiliati, un ordine religioso attivo nel Nord Italia, noto perla sua spiritualità semplice e le attività produttive.Il complesso passò brevemente ai Teatini, per un periodo di sei anni, prima di essere venduto nel 1579 alle Orsoline, che ridedicarono l’edificio a Santa Sofia.
Le Orsoline si occuparono anche di restaurare il complesso, che nel frattempo era stato adibito a ricovero per le giovani donne rimaste sole o abbandonate, particolarmente a seguito delle epidemie di peste che avevano devastato Milano nel XVII secolo.
Il 13 luglio 1713, il complesso di Santa Sofia fu acquistato dall'Ordine delle Visitandine, grazie all'interessamento dell'Abate Giambattista Tonetta, sacerdote di Arena, dove già esisteva un monastero dell'Ordine della Visitazione.
Questo segnò l'inizio di una nuova fase per il complesso, che divenne un monastero di clausura dedicato alla vita contemplativa e alla preghiera, secondo la spiritualità salesiana fondata da San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca di Chantal.
Nel 1715 iniziarono i lavori di costruzione della chiesa, su progetto dell’architetto Cagnola, in seguito completato da Quarantini. La costruzione della chiesa terminò nel 1723, con il sostegno economico di nobildonne milanesi. Al di fuori della clausura, porzioni dell'edificio vennero destinate a usi diversi, per rispondere alle crescenti esigenze della comunità e del monastero.
Nel 1920, su richiesta del cardinale Andrea Ferrari, cedettero 14.000 mq di terreno, destinato inizialmente a orti, per lo sviluppo urbano della zona. Il Comune, in seguito, richiese altri 5.000 mq per la creazione della Piazza Cardinale Ferrari e Via Mercalli, riducendo l'estensione originaria del complesso. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, il monastero fu colpito da un bombardamento che distrusse parte della struttura. Tuttavia, grazie all'aiuto del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, il complesso fu prontamente ripristinato.
Il monastero, come lo vediamo oggi, è il risultato di secoli di modifiche e restauri, ma conserva ancora il fascino e la struttura originari. La configurazione attuale risale in gran parte al XVIII secolo, con interventi successivi di modernizzazione e ampliamento. Il complesso rimane un importante punto di riferimento religioso e culturale perMilano. Nonostante le difficoltà economiche ed i cambiamenti urbani, le monache della Visitazione hanno saputo mantenere vivo il loro ruolo spirituale, adattandosi ai tempi senza rinunciare alla loro missione.